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Differenze e Distinzioni: counseling e counseling filosofico

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Counseling e Counseling Filosofico. Differenze e Distinzioni

Counseling e Counseling Filosofico. Differenze e Distinzioni

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI”
di Silvana Graziella Ceresa

“Counseling e Counseling Filosofico”

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Counseling e Counseling Filosofico

Chi non ha ancora notato che in giro, intorno a noi, ci sono degli esseri particolari che esercitano una certa influenza sulle persone consenzienti al fine di apportare loro una serie di spunti di riflessioni importanti attraverso la parola?

Insomma, hai fatto caso anche tu che fuor dagli studi di psicologia e psicoterapia esistono eccellenti “motivatori” e “consiglieri” che hanno la capacità e la preparazione di usare la parola per un tuo personale beneficio?

Ecco la schiera degli allenatori della mente, per così dire e con grande stima, che tanto stanno investendo in se stessi per portare anche agli altri un lume di consapevolezza e autoconsapevolezza maggiore .

L’ambito è davvero vastissimo, partendo dalla profondità della superficie di se stessi, come ama dire la dottoressa Silvana Graziella Ceresa, fino alle forme di motivazione spendibili nei più ampli settori, dopo aver valorizzato se stessi.

Tu hai mai frequentato un corso di coaching o sei mai stato da un consulente filosofico?

Forse può essere per te un’occasione interessante, prima ancora di richiedere la tua analisi personale a meno, certamente, di un qualche disturbo o disagio importante dove s’impone l’altra schiera di specialisti della psiche di cui abbiamo lungamente parlato.

 

IL COUNSELING

Chi è esattamente il counselor, dunque e cosa può fare per te?

Vediamo di ricostruire in senso storico il percorso che ha fatto maturare, fino ad oggi, questo tipo di professionalità.

Se scaviamo verso gli anni ’90 possiamo rintracciare in Italia i primi professionisti che operavano nell’ambito dell’orientamento professionale, scolastico e assistenziale.
Ecco, dunque i primi settori di sviluppo, i vivai dove è nata questa figura professionale.

Nel tempo, come è ovvio, si sono moltiplicate le scuole di formazione all’esercizio di questa professionalità e, c’è da dire, che non tutte offrivano e offrono una solida e serie competenza e preparazione.

Inoltre, fin dai primi anni e sino a poco tempo fa non veniva neppure richiesta per l’ammissione ai corsi né una preparazione di base né una laurea in psicologia o affini.
Tanto meno si richiedeva una qualche specializzazione specifica.

Già questo fatto mette un po’ in allarme chi, volendo scegliere un professionista o volendo orientarsi verso questa professionalità, non sa dove rivolgersi per ottenere delle indicazioni valide.
In questo senso, provvediamo noi, indicandovi le due associazioni “ASSOCOUNSUELING” e “SICO” quali punti di riferimento per ottenere gli elenchi delle varie società da loro ammesse in quanto rispondenti a certi requisiti formativi.

E questa è sicuramente un’informazione importante., una bella dritta, non pensi anche tu?

Non c’è un riconoscimento formale dello Stato italiano, come al contrario succede per le Scuole di Psicoterapia, pertanto, altra indicazione importante, diffida da qualsiasi società o rappresentante che ti parli di riconoscimento statale.

Possiamo dire che la figura professionale del counselor sia nata verso gli anni trenta in America proprio come alternativa intrapresa da chi, non volendo o non potendo formarsi attraverso una laurea in psicologia, desiderava comunque svolgere una professione che richiedesse una buona conoscenza della personalità umana (cfr. sito della SICO).

Quali aspettative potete avere mettendovi nella mani di un counselor?
Ebbene, l’obiettivo professionale del counselor è quello del miglioramento delle qualità del proprio cliente (e non paziente!) sostenendolo nei suoi punti di forza e nella sua capacità di autodeterminazione. (cfr. Sito della Assocounseling).

Che è, per così dire, avere di fianco una persona preparata e specializzata nel farci rintracciare le nostre qualità e i nostri talenti, aiutandoci a metterli a buon frutto nella nostra vita.

E’ già un progetto lungimirante per la serenità di tutti i giorni e per sostenersi nelle difficoltà della frenetica vita quotidiana, non pensi anche tu?
Quante volte un nostro banale sconforto si ingigantisce nel tempo sotto la falsa convinzione di non possedere alcuna qualità o alcun talento utile per sé, per la propria famiglia e i propri cari o per la società in cui si vive?

Quanti sforzi, a volte anche sinceramente discutibili, possiamo rintracciare in giro, intorno a noi, messi in atto da chi, nel bene o nel male, sgomita per distinguersi in una qualche maniera? Per mettere in mostra anche qualità fittizie pur di restituire a se stesso la certezza di essere speciale o particolare per un qualsiasi motivo?

L’altra faccia della medaglia, ovvero la pressione che cresce e spinge a inscenare anche maldestre qualità non è forse anche l’aumento delle popolazioni, la globalizzazione e l’iperspecializzazione di tutte e materie e del sapere che sempre di più ci restituiscono uno specchio facilmente deformante e riflettente una certa qual nostra “nullità” rispetto al mondo degli altri?

Ecco, dunqe, arrivare in scena una buona serie di certi piccoli/grandi disagi che orientano i più verso la contestazione dei tempi che verranno e le innovazioni o le società globali. Altri, per carattere, scivolano invece in un sempre più profondo desiderio di voler sparire e nella tortura quotidiana dell’auto commiserazione per le poche qualità avute in dono.

Ebbene, dono sì, dono no, occorre esercitarsi anche nel desiderio di riscoprire le proprie qualità e i propri talenti e, in questo senso e in molti altri dati dalla complessità dell’argomento, direi che l’opera portata da un certo tipo di counseling serio, non sia certo da trascurare o sottovalutare.

Anzi, siamo qui per conoscerla meglio!

 

IL COUNSELING FILOSOFICO e LA CONSULENZA FILOSOFICA (C.F.)

L’aggettivo “filosofico” alla professione del counselor ci porta direttamente in Germania, all’anno 1981 precisamente.

Si chiama “Philosophische Praxis” fondata dal filosofo Achenbach che per primo propone l’utilizzo della filosofia messa in “pratica”.
Seguono nel 1992 Lahav negli USA, nel 1989 Schuster in Israele , Marinoff con “Philosophical Practice” nel 2002 autore anche di “Platone è meglio del Prozac” che diventa un best-seller internazionale.

In Italia, nel 1999, vediamo nascere la prima società di Counseling filosofico.
Dura poco. Dalle ceneri, o più che altro dalla scissione interna che si viene a creare, viene fondata a Torino la Sicof nel 2001 e a Firenze la Phronesis.

Entrambe hanno molto contribuito e lavorato alla divulgazione della professionalità e dei principi della consulenza filosofica con innumerevoli convegni e pubblicazioni.
Ricordiamo, per importanza, la Conferenza Internazionale tenuta in Sardegna nel 2008 a Carloforte, che non è di certo passata in sordina e ha contribuito alla visibilità e alla diffusione di questa materia.

D’altro canto è opportuno ricordare e sottolineare che una consulenza filosofica non deve essere né confusa né sostituita ad una vera e propria psicoterapia o alla psicoanalisi in quanto non si occupa di diagnosi né di terapia né di guarigione.

Il senso della consulenza filosofica è e rimane quello di un dialogo orientato ad accompagnare il consultante in una “visone del mondo” oggetto del colloquio.
Riesci a vederne la differenza e le distinzioni?

Cosa fa il counselor filosofico ed il consulente filosofico

Assumendo una posizione di equidistanza tra le due scuole italiane più importanti e in perenne diatriba, possiamo riassumere delle linee guida per far comprendere meglio quale siano gli strumenti del mestiere e gli obiettivi del professionista di questo tipo di consulenza.

Per intanto, come abbiamo anticipato sopra, va sottolineato che il counselor filosofico dispone, o dovrebbe disporre, di una consapevolezza psicologica che non è, di contro, richiesta nel consulente normale.

Compito del counselor è quello di impostare una relazione d’aiuto con il consultante entro la quale utilizza strumenti filosofici quale il dialogo platonico.
E, come vedi, pur sempre importante la relazione che si stabilisce.

Questo è un aspetto importantissimo che restituisce a tutti coloro che cercano la propria strada la facoltà di accorgersi della bontà del percorso condotto dal proprio professionista misurandolo esattamente in termini di bontà della relazione instaurata.

Quasi a pelle, se non si utilizza questo senso come difesa o come scusa per abbandonare “la nave”.

Uno strumento importante è anche quello della lettura di testi adatti al tema trattato o in questione, permettendo così di affrontare i problemi legati all’esistenza.
L’utilità del sapere filosofico è da mettere in relazione, per così dire, con la saggezza antica della tradizione filosofica del dialogo intorno ai grandi temi dell’esistenza umana.

Per esempio il senso della vita, della morte, dell’esistenza, del mondo e della conoscenza.
Se non temi i riferimenti ai filosofi, ci corre il desiderio di citarne uno, Schopenhauer, che amava appunto scrivere che solo l’uomo si meraviglia e si interroga sulla propria esistenza, ha la cognizione del dolore e della morte, si pone domande universali, si interroga sul senso dell’agire, valuta i propri limiti.

Non sono questi, talvolta, i pensieri alla base dei tuoi crucci e dei pensieri grossi che ti porti dentro e sembrano pesare come un macigno sul cuore?

Filo-sofia, d’altro canto, significa “amore di sapienza” e questo desiderio di conoscere è la molla dell’umanità: diventa un uso vantaggioso del sapere.

Ecco quello che facciamo e che desideriamo promuovere in psichelab, ciò che è alla base della nostra cura per te. Infondere l’amore per la conoscenza, offrendoti i nostri mezzi e la nostra compartecipazione.
Non trovi anche tu che sia un progetto unico nel grosso mare del web e delle finte opportunità che si trovano in giro?

Secondo Cartesio il sapere è come un grande albero, ha per radici la metafisica, il tronco è fatto dalla fisica, i rami grandi sono la medicina, la meccanica e la morale, e gli altri rami le scienze che man mano si aggiungono con l’aumentare del sapere teorico e tecnico.

Che bella rappresentazione del sapere e della conoscenza umana, sei d’accordo anche tu?


Come si diventa consulenti filosofici o counselor filosofici

  • La laurea in filosofia
  • Il Master o la Scuola di consulenza o counseling filosofico di tre anni
  • Il training personale durante la scuola
  • I checkup dell’attività con un Counselor esperto e riconosciuto
  • L’ esame per l’iscrizione ad una delle associazioni di counseling che riconoscano la scuola ed abbiano un elenco di counselor

 

Nel prossimo numero parleremo di Coaching.
Ti diamo un consiglio: Corri a leggere il prossimo articolo su questo blog.
Vedrai che ti sarà utilissimo.

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI
di Silvana Graziella Ceresa

“Counseling e Counseling filosofico. Differenze e Distinzioni”

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  1. 1 luglio 2015

    Talma Bastos de Barros

    Muito me interessa o tema. Congratulações pelo texto, muito bem apresentado. Solicito, na medida do possível, citações das fontes literárias. Escusas per non scrivere in tio idioma. Grazie.

    • 28 novembre 2015

      Andrea Fassone

      Grazie mille per l’apprezzamento.
      I complimenti, come le critiche, ci piacciono molto!

  2. 3 giugno 2014

    Davide Dalla Valle

    Grazie per l’articolo, davvero molto bello, capace di coniugare con naturalezza la valorizzazione della peculiarità del counseling con le giuste “differenze e distinzioni”. Davvero utile anche la chiarezza fatta nella selva di associazioni, titoli, specializzazioni, professionalità…

    • 4 giugno 2014

      Andrea Fassone

      Ciao Davide.
      Non ci pensiamo neppure un attimo a nascondere il piacere che suscita in noi sia la lusinga, che premia il nostro impegno di pari intensità, che la tua testimonianza circa l’obiettivo che ci assumiamo giornalmente. Informare (per davvero), formare (per davvero) e dire tutta la verità nella massima trasparenza.

      Grazie per il tuo prezioso intervento.

      Andrea Fassone

  3. 14 maggio 2014

    cellucci romina

    salve sono un counseling e mi fa piacere vedere che finalmente se ne parla complimenti per l’articolo

    • 15 maggio 2014

      Andrea Fassone

      Bene, ti ringraziamo molto per la tua testimonianza. Siamo qui appunto per le sinergie e per inFormare tutti delle possibilità concrete e reali che ci sono.
      Resta con noi, quindi, ci sono in serbo tantissime novità.

      Andrea Fassone

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