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Differenze e Distinzioni: la gruppoanalisi

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La Gruppoanalisi. Differenze e Distinzioni

La Gruppoanalisi. Differenze e Distinzioni

 

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI”
di Silvana Graziella Ceresa

“La Gruppoanalisi”

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LA GRUPPOANALISI

Anche con la gruppoanalisi siamo in pieno territorio della psicoanalisi, ovvero delle psicoterapie del profondo nate in conseguenza di elaborazioni e rielaborazioni del pensiero di Freud.

C’è una differenza che balza subito all’occhio. E’ la parola gruppo.
Ci avevi fatto caso? Chi altro ne aveva già sentito parlare?
La gruppoanalisi, insomma, ha a che fare con il gruppo in una qualche maniera.

E’ un’esperienza di percorso individuale, di terapia quindi, fatta insieme a più persone. Possono esserci vari terapeuti contemporaneamente, ma il caso più comune è che anziché riguardare il rapporto tra l’analista e il paziente la gruppoanalisi riguarda il rapporto tra l’analista e un gruppo di pazienti.

Come abbiamo spesso detto, è il professionista che in base ai propri convincimenti, ai propri riferimenti culturali e metodologici, e alla propria scuola di riferimento deciderà come formare il gruppo. Quali persone possono partecipare, quando un nuovo paziente possa essere, eventualmente, introdotto nel gruppo e quando un determinato paziente sia indirizzabile ad un terapia di gruppo o ad una terapia individuale.

Così come nell’analisi personale occorre che ogni paziente incontri, trovi il proprio analista, altrettanto è vero nella gruppoanalisi che ogni individuo deve trovare il proprio giusto gruppo. E, all’altro lato della medaglia, il gruppoanalista, nella tutela del rapporto formato all’interno di un gruppo e del percorso fatto deciderà quando e se una determinata persona è adatta ad un determinato gruppo.

C’è una validissima metafora, ovvero un’immagine suggestiva, che possiamo richiamare alla mente per far comprendere i fondamenti della gruppoanalisi e anche un piccolo pezzo della teoria sottostante. Useremo la metafora del condominio.

Come è possibile comprendere il lavoro di un gruppoanalista in relazione ad un gruppo, quando già può sembrare complicato capire cosa avviene all’interno di uno studio nella relazione classica duale paziente-analista?
Ecco che ci viene incontro, per l’appunto, l’immagine del condominio. Se da una parte il gruppo è il condominio di cui si occupa l’analista di gruppo, dall’altra è possibile anche far riferimento ad un condominio interno.

Ognuno di noi, infatti, ha come un condominio interno abitato da diversi personaggi. Non sbagliamo di molto se azzardiamo che molti di quei personaggi ci sono anche in parte o del tutto sconosciuti, non pensi anche tu così?

Il nostro lavoro sarà, quindi, quello di fare la conoscenza di più personaggi interni possibili. In questo modo impareremo anche a relazionarci con loro.

Ecco cosa permette al terapeuta gruppoanalista di lavorare sia con un gruppo che con dei pazienti individuali. Nel primo caso saranno le dinamiche del gruppo ad offrire indicazioni terapeutiche, diagnostiche e cliniche al terapeuta. Nel secondo caso saranno, invece, le dinamiche interne del paziente stesso.

Sull’altro fronte della medaglia, per citare uno dei grandi della gruppoanalisi, acquista anche per il paziente esperienza ricca di indicazioni il fatto che

il Noi è il luogo germinativo di qualsiasi possibile IO e di qualsiasi possibile TU
(D. Napolitani).

Abbiamo citato prima i vari riferimenti teorici-pratici che indirizzano un terapeuta della gruppoanalisi. In particolare ci si riferisce fondamentalmente a quello di un certo S.H. Foulkes, arricchito ed integrato dall’influenza e dal contributo del pensiero psicoanalitico.

In particolare, come sarà stato chiaro dalla nostra metafora del condominio, sarà quella corrente psicoanalitica che attribuisce una maggiore importanza alla qualità strutturalmente relazionale della mente, quella che più troverà punti di integrazione e sviluppo del modello ad orientamento gruppo analitico.

Vale a dire che, nei vari modelli di riferimento della psicoanalisi, proprio agli inizi degli anni ’80, ve n’era in particolare uno che dava la giusta importanza alla struttura (ecco il condominio, formato, strutturato, da diversi condomini, ovvero persone differenti. Ecco il condominio interno formato, strutturato, da diversi oggetti interni ovvero i nostri personaggi di cui sopra) e alla relazione tra le parti (ecco il condominio con le proprie dinamiche, cioè le relazioni tra condomini, le persone. Ovvero anche il condominio interno con le proprie dinamiche tra i vari personaggi interni ad un singolo individuo).

L’ipotesi legittima, esemplificata da F. Fornari, è quella che  il percorso di consapevolezza dell’interdipendenza individuo-gruppo possa essere presa a paradigma da un individuo, il paziente, nel riconoscimento tra l’Io e i propri oggetti interni. Ti sembrerà, forse un concetto difficile, ma basterà con estrema sintesi e semplificazione, pensare un po’ al fatto che il vivere in armonia con tanti altri abitanti del tuo condominio, ti aiuterà, in una qualche maniera, ad andare anche d’accordo con le tue parti interne.

Ovvero, conoscendo ed imparando a convivere con i tuoi condomini, compresi quelli che non ti andavano proprio giù all’inizio, allo stesso modo imparerai a convivere con tutte le tue parti interne, anche quelle che prima proprio non volevi conoscere o non sapevi accettare.

E’ una bella storia anche questa, non credi? Avevi mai valutato di affrontare i tuoi disagi all’interno di un gruppo, da un gruppoanalista?

Sempre secondo una valutazione di opportunità del gruppoanalista ci possono essere dei gruppi chiusi, cioè senza alcun ricambio o immissione di nuovi pazienti. E dei gruppi aperti, ovvero con immissione, significativamente meditata, di nuovi pazienti adatti ad interagire con il gruppo già formato.

La SGAI (Società Gruppoanalitica Italiana) si distingue e si qualifica, tra le tante altre esistenti, per aver dato alle intuizioni di T. Burrow e al modello di S.H. Foulkes uno sviluppo davvero originale e, in seguito, elaborato da Fabrizio e Diego Napolitani.

Il merito scientifico acquisto da questa Società ha avuto proprio a partire dagli anni ’80 numerosi riconoscimenti dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale.

Come si diventa gruppoanalisti

  • Laurea in Medicina o in Psicologia;
  • Iscrizione al rispettivo albo professionale;
  • La scuola di specializzazione di 4 anni
  • L’analisi personale e la supervisione, duale o di gruppo
Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI
di Silvana Graziella Ceresa

“Gruppoanalisi e gruppoanalista”

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