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Differenze e Distinzioni: la psichiatria e lo psichiatra

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La psichiatria e lo psichiatra. Differenze e Distinzioni

La psichiatria e lo psichiatra. Differenze e Distinzioni

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI”
di Silvana Graziella Ceresa

“La psichiatria e lo psichiatra”

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La psichiatria e lo psichiatra

Non c’è niente da fare, nell’immaginario comune lo psichiatra è uno specialista che vive un po’ in un mondo distaccato dal nostro.

Ti sei mai chiesto anche tu qualcosa del tipo, ma dove vivono gli psichiatri? Dove lavorano?
Come se fosse una classe di persone dotati di qualche strano potere, potere dal quale occorre tutelarsi immaginandoli isolati da noi ed esistenti solo in una certa distantissima matrix. Ecco la disinformazione imperante!

Se qualcuno che non conoscete vi viene presentato come uno che va un paio di volte al mese dallo psichiatra, di certo le vostre fantasie e quelle degli eventuali astanti corrono subito verso chissà quali pensieri e quali film inerenti il malcapitato.

In realtà lo psichiatra è un medico, laureato in medicina che poi si è specializzato scegliendo tra le tante specialità quella della psichiatria. Nessun potere strano, nessuna matrix dunque. Un curriculum da dottore. Questo è l’unico modo per avere l’abilitazione in psichiatria e, questo, è il pezzo di carta che dovete trovare appeso nel suo studio se vi recate in visita da lui come clienti o come pazienti.

Allora rimane da chiedersi di cosa si occupi veramente la psichiatria e quali patologie curi lo psichiatra.
La definizione più sintetica che ci può correre in aiuto è quella della psichiatria come disciplina che si occupa di riabilitazione e cura dei disturbi mentali.
L’oggetto di indagine, il chiodo fisso insomma, dello psichiatra è la patologia della vita di relazione. Ovvero quando il soggetto non dispone di una sufficiente autonomia nel gestire il proprio quotidiano.
In altre parole il paziente di uno psichiatra è carente o mancante completamene di adattamento nell’ambiente e al contesto in cui vive.

Ovviamente la cosa più difficile è comprendere quando realmente ciò accada, saper riconoscere cioè chi è afflitto da questa carenza o completa assenza.
Va da sé che certi comportamenti più plateali non lascerebbero alcun dubbio nel merito. in ogni caso, è appunto attraverso una visita che lo psichiatra effettua la propria diagnosi e prescrive l’eventuale terapia farmacologica.

Su indicazioni di uno psicoterapeuta, inoltre, può diventare riferimento per il paziente in psicoterapia che necessiti di un eventuale intervento farmacologico parallelo.
E ciò perché, come abbiamo già avuto modo di scrivere negli articoli precedenti, psicologi e psicoterapeuti non possono prescrivere alcun medicinale.
Tu lo sapevi questo?

Per quanto riguarda il luogo dove gli psichiatri operano, possiamo certamente citare gli ospedali e le strutture preposte, oltre che nei propri studi a livello privato.
In questi ambiti gli psichiatri si occupano di ricoveri e di riabilitazione del paziente con gli strumenti di una preparazione teorica organicistica.
Ovvero curano attraverso il farmaco quell’organo o la parte di organo che ritengono malata, al fine di ristabilirne il corretto funzionamento.

Questo stato dei fatti, va ricordato, è il frutto della famosa riforma della psichiatria promossa da Franco Basaglia che, per così dire, ha cambiato tante cose nel lontano 1978 e, nello stesso tempo, ne ha cambiate troppo poche.
Ricordiamo, negli intenti di questa riforma attraverso la legge 180 del 1978, l’appoggio dato ad un nuovo ordinamento degli Istituti psichiatrici nel tenattivo di superare la formula del “manicomio” come cristallizzato quale luogo di costrizione dei “matti”, riconoscendo d’altra parte, i diritti e la qualità della vita dei pazienti. Sempre per effetto della stessa legge, inoltre, venne favorita l promozione della psicoterapia nei servizi pubblici.

Cosa succede nello studio dello Psichiatra?

Lo psichiatra intervista e visita il paziente per avere quella che, con parole del mestiere, si chiama un’anamnesi.
Ovvero visita e pone delle domande per conoscere e ricostruire la storia clinica del paziente al fine di comprendere la di lui patologia ed erogare il farmaco con la giusta posologia atta a risolvere il problema.

Con ciò, per la seconda volta, stiamo mettendo in luce un’importante “differenza e distinzione” rispetto agli specialisti di cui abbiamo parlato fino ad ora.
Distinzione che è utile sapere sia per propria conoscenza personale sia per la diversità di approccio e di relazione al paziente che questa sottende.
La formazione dello psichiatra è medico-biologica.

Cosa vuol dire questo, per noi?
Tu conoscevi questa specifica caratteristica della psichiatria?
La conseguenza ovvia e fondamentale di questo aspetto è che uno psichiatra è propenso e predisposto ad una diagnosi del disturbo mentale come proveniente da un’anomalia o da un mal funzionamento fisiologico e non anche o solamente da un’origine psicologica.
Se ci pensate bene la differenza è molto grande ed è portatrice di tutta una serie di conseguenze che non possono essere sconosciute o non tenute in considerazione.

Vero è che molti psichiatri hanno anche intrapreso un cammino di studi psicoterapeutico e psicoanalitico così da affrontare le stesse problematiche e i pazienti in un modo più ampio e complesso al di là di quello solo biologico, valutando anche il fronte psicologico.
Tuttavia, questa integrazione di saperi non è né la norma né un percorso valutato indispensabile dalla maggior parte di psichiatri.
E certamente, riteniamo, di ciò deve tenere conto un paziente di fronte alla scelta su quale specialista desidera consultare.

Ancora della psichiatria possiamo dire che, occupandosi di cura e riabilitazione dei disturbi mentali, ha come principale obiettivo la salute mentale e, perciò, viene considerata una “disciplina di sintesi”.
Ovvero si muove in ambiti paralleli seppur differenti e considera le applicazioni e le implicazioni in vari campi. Per esempio quello giuridico, sociale, psicologico, neurologico, farmacologico.

Dato questo contesto, si può certamente affermare che una buona scelta per chi dovesse richiedere un consulto approfondito è quello di ricercare quanto più possibile la collaborazione tra psicologi psicoterapeuti e medici psichiatri.
E questo anche sotto il meno conosciuto ambito di un consulto dal un punto di vista di un cliente per una perizia richiesta dal Tribunale o una perizia di parte.

Un elemento su cui porre attenzione

Trattandosi di un blog inerente le “differenze e le distinzioni” tra i vari specialisti della psiche, non possiamo sottrarci dal fornirti un particolare spunto di riflessione a nostro avviso utilissimo e certamente degno di nota.
Sono certo, infatti, che l’elemento più apprezzato dai lettori del nostro blog sia proprio il disvelamento di tutti quegli aspetti e di tutta la verità che difficilmente si trova a disposizione sul web o sulle riviste in carta stampata così dette “specializzate”.
Quindi poni tutta l’attenzione possibile su quanto stiamo per scrivere perchè, in queste pochissime righe, sarai certamente più preparato tu sull’argomento di tanti altri che ancora non conoscono il nostro blog.

Gli psichiatri possono, con semplice richiesta all’Ordine degli Psicologi, accedere ed essere iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti senza averne frequentata la specializzazione e, fino a prova contraria, potenzialmente senza conoscere il minimo fondamento della psicoterapia.
Ancor più, come vedrai nel breve riassunto sotto su come si diventa psichiatra, da nessuna parte è prescritto ad uno psichiatra o ad uno psichiatra che ha ottenuto il titolo di psicoterapeuta anche senza aver frequentato la specializzazione, di sottoporsi ad una qualsiasi forma di psicoterapia lui per primo.
Senza alcun giudizio di merito sulla questione, è comunque fuor di discussione che qualsiasi ne siano le ragioni, la cosa dovrebbe per lo meno essere nota, soprattutto a quei pazienti che si recano nello studio di uno psicoterapeuta.
Pazienti ignari del fatto che chi legittimamente si propone con quel titolo, potenzialmente potrebbe non aver frequentato neppure un giorno del corso di specializzazione e non essere mai stato in psicoterapia o non aver mai assistito ad una psicoterapia tenuta da uno psicoterapeuta.

Chi altro era a conoscenza di questo aspetto? 
Abbiamo scritto poco più in alto, che il considerare un paziente nel duplice fronte di entità biologica ed entità psicologica è sicuramente una forma più completa di approccio. Inoltre, anche al di là di questa opinione, già in fase di ricerca e scelta dello specialista a cui approdare, non pensi anche tu che sarebbe legittimo riconoscere uno psichiatra che ha conseguito maggiore specializzazione, attraverso un proprio investimento in formazione, e uno che ha semplicemente richiesto il titolo d’ufficio?

Quindi, sorvolando qualsiasi valutazione di merito, vediamo di capire perchè esiste questa disparità, legittimatta da una legge che risale al 1989.

E’ proprio la legge 56/89, infatti,  che regola l’Ordine e la professione degli Psicologi e il cui iter travagliato si protrasse dalla prima proposta Ossicini del 1970 alla approvazione finale, appunto nel lontanissimo 1989.
La difficoltà principale nell’approvazione della legge proviene da articolatale considerazioni politiche contrarie alla formalizzazione di un nuovo Ordine e dagli impedimenti posti dell’Ordine dei medici che non accetta tuttora l’utilizzo delle parole “terapia, paziente, diagnosi, cura “ da parte degli psicologi.
Anche se, storicamente, nella quasi totalità delle innumerevoli battaglie legali approdate in Tribunale, l’esito favorevole è sempre andato dalla parte degli psicologi, rimane pur sempre il fatto che il “titolo” di psicoterapeuta, e quindi l’esercizio della psicoterapia, può essere richiesto e ottenuto legittimamente da uno psichiatra, con una pura e semplice richiesta formale.

Purtroppo questa bizzarra contraddizione discende da un accomodamento raggiunto tra “le parti” che all’epoca erano in gioco, tutte alquanto interessate al mantenimento di un proprio status e quindi manifestamente negative e svalutanti la professionalità degli psicologi

Come si diventa Psichiatra

  • La laurea in medicina di 6 anni
  • L’esame di stato per iscrizione all’Ordine dei Medici, il tirocinio è compreso nel corso degli studi della facoltà.
  • La specializzazione quinquennale in Psichiatria

 

Chi altro vorrebbe sapere a questo punto chi è il Neurologo?
Cosa studia esattamente la neurologia e perchè mai dovremmo scegliere di avere un consulto neurologico?
Corri a leggere il prossimo articolo su questo blog.

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI
di Silvana Graziella Ceresa

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