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Differenze e Distinzioni: Psicoterapia e Psicoterapeuta.

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Psicoterapia e Psicoterapeuta. Differenze e Distinzioni

Psicoterapia e Psicoterapeuta. Differenze e Distinzioni

 

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI”
di Silvana Graziella Ceresa

“Psicoterapia e Psicoterapeuta” – prima parte

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PSICOTERAPIA E PSICOTERAPEUTA

Abbiamo impiegato una buona dose di insistenza nel chiarire cos’è la Psicologia e cosa fa lo Psicologo.

Probabilmente un buon modo per riuscire a presentare lo Psicoterapeuta è quello di mettere in evidenza le differenze e distinzioni.

Essendo un percorso ancora più lungo e più specializzato di quello dello Psicologo, il primo accento importante va messo, ancora una volta, sulle differenze individuali e culturali tra Psicoterapeuta e Psicoterapeuta. Qui valgono, infatti, tutte le distinzioni che abbiamo fatto per lo psicologo con in più quelle attinenti alla specializzazione in psicoterapia.

C’è più di una scuola di psicoterapia, c’è più di un modo di fare terapia con il proprio paziente.
Ricordate vero cosa abbiamo detto sulla cultura e le differenze culturali tra Psicologi?
Perché tutto ciò aumenta esponenzialmente con la figura dello Psicoterapeuta.

Occorre sapere, per intanto, che può essere Psicoterapeuta sia uno specialista che arriva dal mondo della psicologia, ovvero uno Psicologo, che uno specialista che arriva dal mondo della medicina, ovvero un Medico.
E questo fa già una grande differenza di base.
La vedi anche tu?

Senza chiudersi negli aut aut, ovvero in una visione monoteista della propria disciplina, è comunque fondamentale essere informati dell’approccio che può verosimilmente essere proprio di un Medico (approccio e strumenti tipici), rispetto a quello tipico di uno Psicologo, che Medico non è.

Come al solito non esiste un meglio o un peggio. Sono due strade distinte e come tali portano in sé un sapere distinto, con le proprie ricchezze e i propri limiti. E’ poi abilità personale quella di ciascun professionista di integrare o ricercare anche il confronto/dialogo con l’altra faccia della medaglia attingendo, eventualmente, ai diversi saperi.
Per esempio, questo succede quando uno Psicologo Psicoterapeuta ritiene di dover suggerire un approccio anche farmacologico al paziente; in tal caso deve fare riferimento al medico, solitamente ad uno Psichiatra.

Ma non finisce qui.
E’ normale, anzi diremmo auspicabile, che con l’accrescere delle esperienze e della conoscenza, anche gli approcci terapeutici si differenzino, aumentando gli specifici angoli di visuale di riferimento sulle questioni della Psiche.

Con ciò stiamo dicendo che il percorso professionale e di studio necessari  per essere iscritto all’Albo degli Psicoterapeuti prevede la frequentazione di una specializzazione che può fare capo a diverse scuole di pensiero.

Quindi, oltre le distinzioni di base personali e culturali, oltre le distinzioni e caratterizzazioni del percorso di laurea principale, si aggiungano ora le distinzione della specializzazione che fanno capo a diverse scuole di pensiero.
Ecco la ricchezza dell’approccio psicoterapeutico!

Visti i punti di distinzione, vediamo ora quali sono i punti di integrazione che possono aiutare noi nel comprendere che cos’è una psicoterapia e a cosa serve.

Se vi occorre uno Psicoterapeuta è perché andrete nel suo studio e per un certo periodo si instaurerà una relazione tra voi e il terapeuta prescelto.

La relazione tra paziente e terapista è appunto la psicoterapia.

Ci avevi mai pensato?
E questa terapia, come anzi detto, avrà un percorso unico e originale che dipenderà da voi e dallo specialista che porterà nella medesima relazione se stesso e il proprio bagaglio tecnico e teorico.

Avete fatto caso all’importanza della vostra scelta, riformulando la psicoterapia come relazione tra voi e lo specialista?
Ecco perché, ancor più che con lo Psicologo, qui è importante che cerchiate con la massima diligenza e serenità proprio la persona che fa per voi.
Non si tratta di una consulenza o due e via.
E’ una relazione. Il perdurare del frequentarsi di due esseri umani per un periodo indefinito.
La tua scelta, pertanto, è importantissima e si rifletterà sull’esito della terapia stessa.
Per questo, molto spesso, si sente dire che la scelta del proprio Psicoterapeuta è già l’inizio della propria terapia.

Ora diventa importante chiedersi  qual è lo scopo della psicoterapia, in quanto abbiamo chiarito che dietro a queste parole, in realtà, ci stiamo domandando qual è lo scopo della nostra relazione con un’altra persona che è specializzata in psicoterapia.

Tu vuoi sapere qual è lo scopo di frequentare per un certo tempo un’altra persona nella speranza che possa alleviare i tuoi disagi psicologici, sei d’accordo?

Allora, attenzione, perchè questo è un concetto davvero fondamentale e importante.
Lo scopo dichiarato e condiviso della psicoterapia è quello di “influenzare” quei comportamenti e quelle situazioni che sono alla base della tua sofferenza e del disagio che ti ha portato alla ricerca della terapia.
A ciò, lo Psicoterapeuta, utilizzerà l’ascolto profondo della tua parola, interpretandola nel suo senso profondo anche dove non completamente esplicitato e a te noto.

Il compito dello Psicoterapeuta, quindi, è quello di stare in relazione con te allo scopo di influenzare e modificare le situazioni e i comportamenti che ti procurano disagio.

C’è un passaggio importante, in tutto ciò, che dovrebbe spazzare via ogni parvenza magica onnipotente da parte di chiunque.
Tu hai sicuramente capito qual è.
Stiamo dicendo che lo scopo della tuo rapporto con lo psicoterapeuta è un qualcosa di dichiarato e condiviso.
E’ come un patto. E’ il vostro patto terapeutico, l’accordo su cui si basa il lavoro che farete insieme e implica appunto uno sforzo e un lavoro comune.
Questa è la psicoterapia.
Qualsiasi altra cosa ti abbiano detto o fatto intendere, non ha nulla a che vedere con la psicoterapia.

Abbiamo accennato a diversi modelli teorici, ovvero scuole di psicoterapia.
Può sicuramente essere utile conoscere quali sono questi modelli al momento storico in cui scriviamo, indicandone, per lo meno, quelli principali.

-Psicologia comportamentale: la condotta osservabile del soggetto permette di comprenderne la psicologia.

-Psicologia cognitiva: i processi mentali (non psicologici)  sono studiati  attraverso il comportamento e la attività cerebrale fisiologica

-Psicologia sistemica: il soggetto è visto nei processi comunicativi e relazionali.

-Psicologia intersoggettiva: la relazione è il perno del rapporto che è inteso in senso psicoanalitico.

-Psicologia dinamica: interpreta i processi mentali e psicologici consci a partire dai condizionamenti inconsci ed in questo ambito sono incluse tutte le scuole psicoanalitiche.

Vuoi saperne di più?
Corri a leggere il prossimo articolo.

Testo di: Andrea Fassone
Tratto da: “DIFFERENZE E DISTINZIONI
di Silvana Graziella Ceresa

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