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Claude Bernard - “Ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora”.

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IL SOGNO, LA VIA MAESTRA: INCONSCIA MALAFEDE

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Il sogno e l'inconscia malafede

IL SOGNO, LA VIA MAESTRA”
Testo di: Andrea Fassone

Tratto da una: “LECTIO MAGISTRALIS”
e interventi vari

di Silvana Graziella Ceresa

Il sogno e l’inconscia malafede

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Il Sogno e l’Inconscia Malafede

Buon giorno a tutti e ben trovati ancora una volta nella stanza del sogno di psichelab.it.
Stiamo affrontando l’ultima stagione di questo meraviglioso viaggio che si snoda lungo la via maestra dell’inconscio.

Per quelli tra voi che ci stanno seguendo sin dall’inizio sarà evidente che molte cose sono state già dette e pur tuttavia moltissimo si può ancora dire.

Teniamo fede, tuttavia, al nostro intendimento iniziale e al patto fatto con voi di godere di questo cammino insieme fino alla soglia della vostra possibile esperienza personale.

Ovvero non è né nostro intendimento né nostro interesse esaurire in modo enciclopedico e completo un argomento così affascinante e complesso come quello dell’importanza dei sogni nel cammino di individuazione personale.
Il nostro obiettivo è quello di portare nelle case e nel cuore di quanti più possibile un primo sorso di acqua pura, direttamente dalla sorgente squisita dell’esperienza e della professionalità della nostra doc sulle questioni della psiche.

Per chi lo desidera, sono tante le occasioni sul nostro portale di procedere da quel bicchiere d’acqua fino all’esperienza intima e profonda della ricerca delle propria serenità e della soluzione definitiva ai propri disagi quotidiani.
Vi invitiamo perciò a partecipare e cercare ciò che davvero fa al caso vostro dal momento che presentarvi qui, così numerosi, altro non può essere che la manifestazione del desiderio esplicito di procedere oltre.

Ecco, dunque, di cosa ci occuperemo oggi.

Dopo il primo sogno di “Mari-ha-ha”, il protagonista del nostro racconto tratto direttamente dal libro del dottor J., tantissimi altri sogni vengono narrati nel testo originale e ripresi, accuratamente, dalla nostra doc al fine di illustrare quanti più aspetti possibili del percorso verso l’inconscio.

Possiamo tranquillamente affermare che è proprio l’obiettivo del dottor J. quello di mostrare i cambiamenti e il percorso di analisi di quel paziente attraverso la lunghissima serie dei sogni fatti in quello stesso periodo di tempo.

Solo in questo modo si può, per così dire, intravedere e seguire sul lungo periodo il percorso di individuazione e di analisi personale del sognatore presso il proprio analista.

Forse anche a qualcuno di voi potrà essere capitato, proprio frequentando la nostra stanza dei sogni durante queste settimane, di aver sperimentato uno o una particolare serie di sogni sui quali si sta interrogando.

Nulla di più facile, così come appare dalle comunicazioni numerose che ci state inviando.

Lasciate che vi sveli subito, allora, una delle regole guida indicative dei sogni quando uno di questi riprende il tema di un sogno precedentemente già fatto.

Se ciò accade, infatti, ovvero

“quando un sogno riprende il problema di un sogno precedente, (allora) significa che l’analisi del sogno non è stata completata”

E’ successo anche a te di ripetere uno stesso sogno più volte o di sognare di uno stesso argomento ripetutamente nel tempo?
Ecco, dunque, il motivo per cui ciò accade.

La questione alla quale si riferisce il sogno in una qualche maniera ha ottenuto la tua attenzione e pur tuttavia non hai avuto modo o tempo, specie con le tue sole forze, di approfondire e completare l’analisi della questione che stai rappresentando attraverso il sogno.

Questo ti suggerisce qualcosa, non è così?
E’ uno di quei casi dove occorre tenere a mente la formula di richiamo all’attenzione: “ignora questa situazione a tuo completo rischio e pericolo”.

Così è il secondo sogno portato alla discussione del gruppo dal dottor J. dove il nostro sognatore trascina il proprio analista in una atmosfera decisamente “erotica”.
Sarà il sognatore stesso a svelare questa sua allusione attraverso le libere associazioni, mentre nel contenuto manifesto (ovvero per così dire nello svolgersi strampalato del film così come appare nel sogno) narra di una giovane donna, malata di tubercolosi, che non può lavorare perché non possiede una propria macchina da cucire.
Il sognatore, dunque, le offre di prendere in prestito quella della propria moglie.

Rinnoviamo l’invito a non trattare il simbolo come un “numero del Lotto”, tirando ad indovinare come con una specie di dizionario di translitterazione, e procedere in una “traduzione grammaticale” di un sogno.

Occorre sempre essere pazienti e stare a vedere fino a dove conducano i simboli presenti in un sogno, come in questo caso la macchina da cucire.

Detto in altre parole, è come se il simbolo stesso diventasse il metodo!

L’elaborazione del dottor J. ci svela come “ due macchine da cucire equivalgano a due metodi” differenti.
“Cucire è legare insieme due cose” e il metodo è ciò che deve unire il conscio e l’inconscio del sognatore.
Ecco emergere la funzione dell’analisi che “unisce il conscio e l’inconscio e questa è l’integrazione” … che stavamo cercando.

E’ un pochino complicato tutto questo, non trovi anche tu?

Non c’è altro modo di affrontare la questione se non lasciandosi andare alla suggestione e agli spunti che essa stessa ci offre, senza badare a voler “imparare” alcun meccanismo o alcuna dottrina.

Dal nostro angolo di visuale, in questo luogo così allestito per noi che ci stiamo occupando di questo argomento, la lezione che ancora una volta si dischiude è quella che mette in evidenza il fatto che ognuno di noi è unico e originale.
Non c’è “traduzione” o “vocabolario”, nessuna meccanica e ripetitiva operazione come nella catena di montaggio per un qualsivoglia oggetto.

Ciò che possiamo cogliere, ovvero l’importante lezione o il boccone succulento del nostro pasto totemico, è soltanto ciò che i sensi e gli occhiali della nostra vita ci permettono di vedere e apprezzare in questo stesso momento.
E di constatare, proprio su di noi!

Se questo è chiaro, se anche voi siete giunti fino a qui con la giusta umiltà di voler guardare più a fondo dentro voi stessi, possiamo rileggere questo stesso concetto nelle parole della nostra doc mentre cita il dottor J. e riporta un concetto importantissimo proprio relativo al disvelamento e alla “lettura” di un sogno.

L’incapacità di uscire dal proprio riferimento culturale e di vedere similitudini antefatti e storia , portano ad una “restrizione mentale” che funziona come una “cassetta di sicurezza” in cui rinchiudersi, operando una “singolare forma di raggiro” per sé e per gli altri, come una “inconscia malafede” che impedisce il procedere dell’analisi.

E’ questo un tema molto caro a Psichelab, ereditato e sposato in piena da una citazione che la doc ha voluto suggerire nella costruzione del portale che ospita questo blog.

Proviene da Claude Bernard e recita così:

“Ciò che sappiamo è il principale ostacolo all’acquisizione di ciò che non sappiamo ancora”.

Trovi anche tu che questa sia una frase meravigliosa?
Quante delle cose note che compongono il nostro sapere, o per così dire la “nostra cassetta di sicurezza” ci impediscono di aprirci a nuovi concetti e tanto più a nuove esperienze?

In un certo qual senso, prendendo a prestito questo importante insegnamento, possiamo comprendere alcune di quelle tante “resistenze” che alimentano la nostra ambivalenza quando da una parte desidereremmo andare oltre ai nostri disagi, ai nostri personali problemi e, contemporaneamente, dall’altra parte restiamo chiusi nella nostra cassetta di sicurezza.

Ciò, in qualche modo, ci preserva dallo spenderci altrove, proprio come succede ad un tesoro quando viene custodito nella cassetta di sicurezza di casa o della propria banca.

Eppure è proprio nello spenderci, nel confrontarci con la vita e la molteplicità delle esperienze, oltre che con noi stessi profondamente e senza veli, che possiamo valorizzare la nostra miniera di minerali grezzi.

Di tutto ciò faremo ora tesoro affrontando un altro sogno dello stesso soggetto, sempre seguendo il sentiero guida così ben preparato dalla nostra doc nella sua “lectio magistralis” (lezione particolare).

Il sogno riguarda uno strano “rullo compressore” che costruisce una strada seguendo un particolare disegno.
Vista dall’alto questa strada sembra essere come un labirinto.
In particolare il sognatore riferisce che guardando meglio questa immagine può individuare come una specie di bivio all’interno di un bosco.
Raccontando, il paziente riferisce di trovare complicato uscire da quel labirinto ed è proprio per questa ragione che cerca in tutti i modi di evitare di entrare là dentro.

Ecco, dunque, che ci pare di intravedere proprio il tema di cui stavamo parlando. Il sognatore affronterà il labirinto o rimarrà trincerato nella propria cassetta di sicurezza, evitando, per così dire, di spendersi e seguire fino in fondo un diverso cammino?

Come riferisce il paziente stesso, sempre attraverso il proprio racconto, quel bivio rappresenta il bivio della sua analisi. Lasciare, o continuare.

E’ questo, senz’altro, un tema non poco usuale nel corso di una analisi personale, come nel corso della nostra vita.

Quando e per quanto tempo percorrere una nuova strada?

Riesci a cogliere anche tu, nell’aria, qualcosa che ti riguarda da vicino?
Abbiamo appena sfiorato il tema dell’ambivalenza ovvero della difficoltà di scegliere un percorso che da una parte può traghettarci fuori dai nostri piccoli e grandi disagi ma dall’altra “costa” la volontà e la sofferenza di andare oltre alle cose che già sappiamo e che ci fanno da impedimento.

Appena partiti, dunque, e subito ci troviamo catapultati nello stesso dilemma a solo una spanna oltre l’inizio del cammino che ci siamo avventurati a percorrere.

E’ il caso di abbandonare questa strada?
Sarà veramente utile percorrere quel sentiero, quel labirinto, fino alla fine?

Non è forse meglio ritornare nella cassetta di sicurezza, nella tana, nel grembo materno, al sicuro, all’asciutto, protetti da ciò che già conosciamo senza rischiare di fare nuovi in-contri?

Se riprendessimo in prestito il nostro piccolo Ciaula, potremmo chiederci se, una volta scoperta la luna con quel nuovo chiarore che illumina l’intorno, sarebbe stato opportuno avventurarsi in un nuovo mondo diversamente illuminato, oppure fare ritorno nella miniera, tra le cose già note, al riparo da una luce che offre nuovi orizzonti e nuove ombre.

Cosa sceglieresti tu?
O meglio, cosa hai già scelto lungo il sentiero della tua vita?
Quanto sono state ipnotiche le sirene di Ulisse che ti richiamavano all’interno della tua salvifica cassetta di sicurezza?

Questo stesso sentiero, uno tra i tanti, che stiamo percorrendo insieme per comprendere la via maestra dell’inconscio, non è forse meno rassicurante del libro della Smorfia che già conosci?
E’ una buona ragione per abbandonare la partecipazione ai nostri mercoledì, dedicandosi e auto-confermandosi all’interno della vecchie certezze e delle cose già note?

Andiamo oltre e ricongiungiamoci con i temi affrontati negli scorsi incontri, cercando di percorrere un nuovo mozzicone di strada nella direzione di una lettura culturale e storica del sogno.
Appunto, il nuovo sentiero al di là della cassetta di sicurezza.

E’ questa ormai, definitivamente, la direzione e il senso che abbiamo intrapreso insieme e che desideriamo percorrere fino in fondo.

Ecco che il labirinto del paziente, attraverso le lenti del racconto della nostra doc, ci appare come il disegno di un màndala (dal sanscrito: essenza, cerchio).

E’ affascinante, vero? Perché mai scomodare il sanscrito?
Ricordate, dunque, che stiamo parlando di riferimenti storici e culturali del sogno, antichi fino alla notte dei tempi.

Occorre certamente saperne di più. Sempre con il nostro sistema di procedere insieme.

Ma non oggi.
Gli spunti di per oggi ci sembrano già sufficienti.
Nel prossimo incontro riprenderemo proprio da questo punto lasciato in sospeso.

Il labirinto e il màndala.
Ci sei già stato anche tu?

C’è un termine di cui non ti è chiaro il significato?
C’è una frase che ti pare decisamente dubbia o controversa?

Ti prego, scrivilo subito qui, nei commenti.
Dipende anche da te la riuscita di questi incontri!

IL SOGNO, LA VIA MAESTRA” – Testo di: Andrea Fassone

Tratto da una: “LECTIO MAGISTRALIS” e interventi vari
di Silvana Graziella Ceresa

Il sogno e l’inconscia malafede

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