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IL SOGNO, LA VIA MAESTRA: UN INVITO PER TUTTI

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Il sogno: un invito per tutti a partecipare

Il sogno: un invito per tutti: IL SOGNO LA VIA MAESTRA

IL SOGNO, LA VIA MAESTRA”
Testo di: Andrea Fassone

Tratto da una: “LECTIO MAGISTRALIS” e interventi vari
di Silvana Graziella Ceresa

Il sogno: un invito per tutti

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IL SOGNO: UN INVITO PER TUTTI A PARTECIPARE

Ci sono convivi, tavole imbandite e incontri tra amici, all’insegna della spensieratezza, dove l’argomento sogno trova terreno fertile per fecondare le passioni e l’interesse dei più, anche fino a notte inoltrata.

In altre compagnie, in altri momenti o occasioni, l’argomento striderebbe come l’archetto di un violino non ben spalmato di pece. Vuoi per quella tenzone che spesso anima le discussioni all’insegna di chi ne sa di più e di chi ha “l’archetto” più lungo. Vuoi perché il momento peculiare è più schiettamente goliardico e all’occasione si confà di più una sana competizione sulle passioni sportive e sui campanilismi d’ogni specie.

E questo, in fondo, è una gran fortuna.

Perché da una parte restituisce al sogno piena dignità di argomento valido e meraviglioso, facendone solo una questione di circostanze e opportunità.
Dall’altra, inoltre, rende le prime, ovvero le occasioni conviviali e propizie a questo argomento, delle circostanze in una qualche maniera speciali.
Occorre la volontà di lasciarsi andare, occorrono degli invitati disponibili ad un pasto totemico condiviso, ovvero dove ciascuno possa portare qualcosa di proprio e fare esperienza con vivande e spezie mai assaggiate prima.

Per introdurre l’argomento, dunque, desidero iniziare apparecchiando la sala di questo nostro incontro del mercoledì, apertamente sotto i vostri occhi.
Nessuno di voi, nessun ospite gradito, arriverà tardi o a giochi iniziati. Perché è fondamentale che tutti contribuiamo insieme a questo incontro.

A me pare che, senza per questo dar manforte al dottor F., il parlar del sogno sia un’occasione di quelle dove i preliminari hanno il loro peso, esattamente come l’avrà l’arrosto, al punto giusto di cottura e “magistralmente” sfornato dalla nostra doc.

Sarebbe un vero peccato se anche tu non partecipassi, non credi? Se davvero vuoi vivere questa esperienza che ti porterà a scoprire tutta le verità sui sogni, la verità mai detta prima in nessun altro portale, allora unisciti a questa combriccola, che si riunisce il mercoledì per parlar dei sogni.
Tanto più riusciamo nell’intento di portare qualcosa tutti alla tavola comune, tanto più sarà un’esperienza, per così dire, quanto meno da sogno.

La prima cosa da chiarire, dunque, della nostra stanza del sogno, è che tipo di stanza sia esattamente questa.
Ed anche che tipo di forma e di decoro occorre rispettare perché rispecchi e veicoli i contenuti che ho la fortuna di scorrere insieme a voi.

Ebbene, il sogno è un fatto oggettivo. Esso esiste in quanto è avvenuto

è accaduto. Noi non possiamo fare proprio niente per inventarlo, non siamo in grado di influenzarlo. Tutto questo spazio, di cui stiamo parlando, è indipendente dalla nostra volontà e dalla nostra coscienza.

Non trovi anche tu che questo fatto sia già di per sé meraviglioso?

Quante persone, quante volte, hanno finito per sentire un certo peso di responsabilità per i sogni che hanno fatto o che continuano a fare?
Ebbene, per il sogno non c’è manuale, non c’è etichetta, non c’è uno studio verso il quale avremmo dovuto stare più attenti o badar di più per imbandirlo a dovere e come si conviene.

Vogliamo finirla, dunque, con i libri del perfetto sognatore-scommettitore della Smorfia?
Ed anche con gli esperti del sogno e di come e cosa avremmo dovuto sognare se solo ci fossimo impegnati un poco?
Forse che qualcuno vuole portarci via anche i nostri sogni?
E’ troppo facile questa domanda. Che liberazione, vero?, se ci liberiamo da tutti questi orpelli del passato che hanno appesantito e ci hanno fuorviato fino ad oggi…
Questa sarà la nostra Sala, la nostra serata, il nostro sogno, unici e sacri in quanto si disvelano solo ad opera compiuta.

Nessuno sa niente prima, nessun indizio o ragion veduta ci potrà mai dire come sarà il sogno che dovete ancora fare.
Questo percorso, dunque, incomincia da qui. Ed è adatto anche ai digiuni.
Anzi, a loro i nostri migliori benvenuti…

Forse qualcuno di voi potrebbe domandarsi che senso abbia stare qui con noi. Nella stanza del sogno.
Per quale motivo mai, non stiamo allestendo questa festa in una stanza da ballo, o ai bordi di una splendida piscina, con i tavolini imbanditi e i maggiordomi compiti che passano tra la folla raccogliendo gli avanzi e disseminando di altre vivande ogni angolo alla portata di un ospite.

Beh, lasciatemi dire che c’è un luogo per ogni occasione e un’occasione per ogni luogo. E l’occasione irripetibile offerta dal sogno è che la sua analisi è una questione fondamentale e centrale in ogni trattamento analitico.

Il sogno è il mezzo tecnico più importante per aprire una via di accesso all’inconscio.
Così disse il dottor J., in modo assai simile a chi, prima di lui, aveva definito il sogno come la via maestra di accesso all’inconscio.

E quindi, proprio qui, ospiti di Psichelab, vorrete accettare che anche noi si porti qualcosa di nostro, il nostro contributo, in questa occasione speciale.
Ecco, dunque, le nostre spezie e le nostre vivande, nutrimento per pensare, d’ora in poi, in modo nuovo al sogno.

Sappiate che i vostri sogni sono il vostro personalissimo modo di schiudervi,

è in quel processo di individuazione unico, per cui ognuno porta dentro le ricchezze di se stesso e del proprio inconscio ed anche altri semi che ci uniscono in collettività fin dalla notte dei tempi. Non siamo solo noi a riunirci qui in convivio, oggi, dunque.
Altri come noi, i nostri avi, e gli avi dei nostri avi, hanno compiuto lo stesso pasto ed hanno fatto medesima esperienza di trasformazione attraverso i simboli che il sogno ha generosamente donato.

Cosa succede, dunque, nella stanza dell’analista, quando uno di noi porta con se il proprio disagio, la propria inquietudine?
Ogni paziente si presenta dall’analista nella speranza, o addirittura nella certezza, che l’analista stesso conosca ed indichi la via d’uscita dall’inquietudine che ci causa non pochi tormenti.

Ebbene, se l’analista è onesto, vi dirà che quello della via d’uscita è un percorso che si cerca e si trova insieme.
Neppure lui conosce le risposte a cui voi anelate.

Se qui dicessimo come ornare questa sala e imbandire questo banchetto, ben poco spazio resterebbe a voi per sperimentare voi stessi e mostrarvi per come siete, in modo autentico. Tu sai bene cosa accadrebbe, non è vero?
Capita a scuola, al lavoro, succede in fila alle poste, al super mercato, in banca, all’aeroporto e in mille altri luoghi e occasioni.
Ci sarebbe chi si conforma, gustando solo le nostre pietanze.
“Così dice la maestra”. “Così mi hanno detto allo sportello”. “Così prescrive la legge”. “Così fan tutti!!”.

Eppoi ci sono quelli che, preferibilmente, decidono di contestare il suggerimento.
Pur di tenersi la propria confusione e il proprio tormento, altro non farebbero che polemizzare, che mostrarsi contro, che sfilare in “Girotondo”..

La vera verità è che nessuno di questi ha ragione.
E neppure ce l’hanno la maestra, l’impiegato dello sportello, la legge “umana… troppo umana…” e tanto meno l’analista, da cui vi siete recati con il vostro tormento.

Non siamo mai sicuri di essere nel giusto. Per questo è importante che l’analista

come tutti gli altri grandi saggi, ammetta subito di non sapere la risposta che attendi!

Perché così, e così soltanto, saremo tutti pronti ad accettare i fatti portati nella sessione di analisi, come la riuscita a sorpresa di questa festa.

Tutto andrà bene, tutti i fatti, tutte le idee libere, tutti i racconti, tutti i sogni e i pensieri in libertà.
La stanza d’analisi è il luogo di libertà.

Ed anche questo convivio lo è.
Ecco perché è magnifico, non te ne eri ancora accorto?
Quanta libertà, quanto spazio in più si ha a disposizione quando le regole e le censure, le auto regole e le auto censure, si lasciano andare dietro di noi, tenendo ferma la sola certezza, che nessuno può vantare di avere, effettivamente ragione.
E tanto meno più ragione di un altro!

Forse qualcuno di voi, come me, ha a lungo pensato, senza riscontro, di essere persona unica e non così facilmente “da ultimo prezzo” o da pesa di massa.
Ebbene, non rincuora anche voi sapere che non esiste alcun prontuario prefigurato dei simboli dei vostri sogni?
Non vi sembra assolutamente una buona notizia, che non v’è nulla di scontato, nessuna wikipedia delle immagini e delle figure che appaiono nelle scene che sognate?
Insomma il dottor Google non può assolutamente indicizzare noi stessi, esseri di carne, anima e pensiero, in base ad un significato contenuto in un qualche database del tipo “bigdata” di massa a causa delle parole chiave dei nostri sogni.
 

E’ questo il grande lavoro di archeologia, o se volete, in modo un po’ irriverente, è questo il grande e spettacolare TALENT SHOW dove voi stessi, con l’analista, siete alla ricerca di scoprire il peso e il significato dei simboli e delle immagini dei vostri sogni.
Che esperienza avvincente… Che gioia vera, pur nella sofferenza del nostro disagio, quella di scoprire parti di noi tuu

E poiché “con un tipo di pensiero non si può parlare il linguaggio del sentimento, con un tipo di sentimento non si può parlare il linguaggio del pensiero”, allora non ci resta che stare all’erta, adattandoci via via a ciò che viene, “senza né memoria né desiderio”.

Tra le tante immagini che mi hanno sempre più colpito per la distanza che hanno con l’analisi di un sogno, c’è quella della palla di cristallo, dello specchio magico, insomma dell’abilità di avere come la capacità magica di “smascherare” ciò che si trova altrove.
Da una qualche parte esiste già il significato del sogno.
Da un’altra parte ancora c’è l’interprete che “sa” dove andare a scovare questo prezioso significato preesistente.
Dentro di noi…. in fondo, la paura che qualcuno abbia visto, abbia scoperto questo significato pre-esistente, smascherandoci!
Avete mai sognato di trovarvi in mutande in un luogo pubblico o davanti a persone che, così sconvenientemente, hanno potuto vedere, scoprire la vostra vera nudità?
Il vostro vero valore pre-costituito e “genetico”?

Rilassatevi. Tranquilli.
Così non è a questo banchetto.
Così non è nella stanza d’analisi!

Voi e l’analista camminando insieme, scoprite insieme e fate nascere insieme attraverso una relazione maieutica

(fate conto l’ostetrica che fa nascere un bebè!) la vostra parte profonda e più autentica.
Il sogno non è da scoprire, da smascherare, al contrario è da decifrare come un testo scritto in una lingua sconosciuta.
L’analisi del sogno è attività quasi paragonabile a quella filologica.
La differenza è notevole, se ci hai fatto caso.

Ancora oggi, quando si parla di interpretazione dei sogni, si sente raccontare, e più spesse volte si sente persino criticare, un paradigma che è ormai lungamente superato, oltre che neppure chiaramente espresso.
E, secondo me, se proprio vogliamo trovare un capro espiatorio tra i colpevolissimi, uno potrebbe essere di certo Woody Allen, i qualche altro barzellettista nato ancora nel millennio scorso.

 

Causa-effetto. Simbolo, immagine- traduzione.
E’ in errore chi la conta così.
E’ in errore chi semplicemente si limita a criticare un paradigma che non esiste più

e che ha avuto il suo proprio senso quale paradigma originale e quale paradigma figlio dei tempi in cui è nato.

Fortunatamente nel tempo le cose subiscono evoluzioni e modifiche non sempre migliorative ma necessarie nel medio lungo termine, affinché da esse si proceda verso modelli in grado di integrare sempre di più l’esperienza e lo studio nel merito delle questioni in esame.

Ecco altri ospiti confluire a questo convivio.
Mentre noi, stiamo appunto per apparecchiare la tavola così detta delle libere associazioni.

Ci sarà da aspettarsi una certa discordia in chi vorrà scommettere come verrà imbandita e ornata la nostra stanza del sogno.
Qualcuno ancora proporrà di rifarsi a un qualche modello della smorfia del “Lotto” per prevederne la ri-uscita.
Altri si rifaranno, appunto, ad una qualche illuministica rappresentazione.

Dal canto nostro, Anfitrioni, vi rimandiamo alla prossima puntata, considerando questa come solo un piccolo assaggio del nostro convivio.
Il compito è quello di riflettere su questi primi concetti fondamentali del sogno.
Potete continuare a sostare in questa grande sala, dove non volano gli spiritelli dei pregiudizi e non crescono erbe più verdi dal vicino.
Il viaggio da fare insieme è lungo. Che ne dite di riposare un poco?

Ecco le cose che hai già imparato sul sogno: 

  1. I sogni sono fatti oggettivi, non siamo noi ad inventarli, non siamo in grado di influenzarli in quanto sono indipendenti dalla nostra coscienza
  2. L’analisi di sogni è il problema centrale del trattamento analitico ed è il mezzo tecnico più importante per aprire una via d’ acceso all’inconscio
  3. C’è una responsabilità morale nella relazione analitica, una etica nel rapporto che coinvolge sia il paziente e l’analista ma anche il paziente ed il suo inconscio: camminano insieme, scoprono insieme, fanno “nascere” insieme, attraverso una relazione maieutica, la parte autentica dell’individuo che è in analisi.
  4. Attraverso questa via regia data dal sogno, l’intero processo onirico diventa strumento ed anche immagine della vasta tendenza della psiche umana: il processo di individuazione.

C’è un termine di cui non ti è chiaro il significato?
C’è una frase che ti pare decisamente dubbia o controversa?

Ti prego, scrivilo subito qui, nei commenti.
Dipende anche da te la riuscita di questa festa!

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Testo di: Andrea Fassone

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